Sekoma:La targa della discordia

A tenere banco nelle infuocate giornate di Agosto nella nostra piccola comunità è la polemica per una targa apposta in un angolo del comune che indica la datazione della Sekoma nel XVI secolo. Fino ad oggi tale datazione era fissata intorno al III-II secolo A.C. La "Sekoma" si trova in Piazza Municipio, proprio a lato dell'ingresso principale dell'edificio che ospita gli uffici del Comune. Si tratta di un blocco di pietra del peso di qualche tonnellata, reperto quasi unico nell'Italia continentale di epoca ellenistica, a forma di parallepipedo, con degli incavi nella parte superiore a forma semisferica e con dei fori praticati all'interno. Trattasi della misura legale in blocchi di pietra in cui il peso e la misura di capacità sono in stretta relazione tra di loro. La misura del blocco di pietra è cm 148 (larghezza), 67 (larghezza), 64 (altezza).

Gli incavi rotondi, chiaramente visibili in questa fotografia, si chiamano "sekomata". Il termine latino utilizzato per definire il parallelepipedo era "mens ponderaria", cioè pesa pubblica, che ben ne spiega la funzione adempiuta in passato: il metronomo o l'agronomo garantivano la fedeltà della quantità di prodotti venduti al mercato, qualora vi fosse stata una contestazione tra le parti della compravendita. A rovesciare quello che  finora era certo, a detta del Sindaco del Comune, Dott.Carlo Pizzillo, è l'analisi di due consulenze storiche da parte di studiosi locali che prospettano uno  l'origine ellenistica, l'altro  una origine  cinquecentesca del manufatto. In ogni caso a nostro parere nel tutto c'è un errore di fondo abbastanza pacchiano e cioè se la data che indica il XVI secolo come origine  fosse quella reale non sarebbe dovuta comparire la dicitura "Sekoma" che è un termine chiaramente di origine greca e quindi come tale crea polemiche e distingui sulle buone intenzioni di chi ha voluto fosse fatta questa operazione di segnaletica turistica.Nella speranza che al più presto venga risolto l'arcano ci affidiamo al buon senso degli storici e amministratori onde evitare altri errori che di certo non migliorano l'immagine culturale del nostro paese.

 

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