Sekoma:La targa della discordia

A tenere banco nelle infuocate giornate di Agosto nella nostra piccola comunità è la polemica per una targa apposta in un angolo del comune che indica la datazione della Sekoma nel XVI secolo. Fino ad oggi tale datazione era fissata intorno al III-II secolo A.C. La "Sekoma" si trova in Piazza Municipio, proprio a lato dell'ingresso principale dell'edificio che ospita gli uffici del Comune. Si tratta di un blocco di pietra del peso di qualche tonnellata, reperto quasi unico nell'Italia continentale di epoca ellenistica, a forma di parallepipedo, con degli incavi nella parte superiore a forma semisferica e con dei fori praticati all'interno. Trattasi della misura legale in blocchi di pietra in cui il peso e la misura di capacità sono in stretta relazione tra di loro. La misura del blocco di pietra è cm 148 (larghezza), 67 (larghezza), 64 (altezza).

Emergenze locali e prospettive future

Non si può più ignorare che la società irpina stia accusando gravi disagi derivanti da una serie di emergenze locali, a cominciare da una inarrestabile riduzione demografica che  provoca un invecchiamento progressivo dei nostri paesi, tranne rare ed isolate eccezioni che procedono in controtendenza grazie al flusso di lavoratori forestieri ed immigrati. Parallelamente al calo demografico, negli ultimi anni si è manifestato un drammatico fenomeno di “spaesamento”, cioè di atomizzazione sociale dei nostri paesi, che è la conseguenza più atroce ed assurda di una modernizzazione selvaggia che ha innescato un processo di imbarbarimento e mercificazione dei rapporti umani, improntati ad un disvalore dominante, il profitto economico, quale unico scopo e unico modello di vita imposto alle giovani generazioni. In tal modo, quelle che erano comunità a misura d’uomo, compatte e solidali per natura e necessità, negli ultimi anni hanno assunto un aspetto sempre più disumano e desolante. Spaesamento e spopolamento crescente sono due tendenze negative che hanno inciso e pesato sulla storia recente delle nostre zone.

LA FIERA DI MONTECALVO IN ONORE DI SANTA CATERINA

S. Caterina è una delle figure più colpite dalla maldestra ripintura di epoca napoleonica. E' appunto dalla foggia del suo abito che si ritiene di poter datare il rifacimento. Quadro di Michelangelo Merisi detto il "Caravaggio".La fiera di Montecalvo in onore di S.Caterina Dovrebbe trattarsi di Santa Caterina d’Alessandria, la cui festa cade il 25 novembre, e non della Santa di Siena, che viene festeggiata il 29 aprile. Inoltre, ricordo che nella chiesa di S. Bartolomeo ( a Montecalvo) c’era, quand’ero piccolo, una statua lignea della Santa che si appoggiava a una ruota dentata, proprio lo strumento di tortura di Santa Caterina d’Alessandria. Del resto, era proprio per questa ruota – anche se con uno stravolgimento tragico e un po’ farsesco – che i mercanti si aggiungevano alla lunga teoria di categorie sociali e di mestiere devote alla Santa. Speravano, i mercanti, che la Santa proteggesse le ruote dei loro carri, mentre si spostavano da una fiera all’altra, dimenticandosi che quella ruota dentata di ferro serviva a tutt’altro scopo. Forse dobbiamo scusarli perché nel Medioevo, quando maggiormente fiorì la devozione a Santa Caterina, era difficile arrivare con le ruote e le ossa intatte, viaggiando lungo le vie scassate che c’erano allora.

Ai Montecalvesi e agli Irpini nel mondo

Montecalvo Irpino, tra Benevento e Avellino, è uno dei tanti paesi del sud dove la miseria, l'emigrazione, hanno consumato, quotidianamente , la forza e la voglia di fare. Ma tutto questo non ha impedito a Montecalvo di far ascoltare la propria voce. Come spesso succede, a chi è costretto ad abbandonare la propria terra, rimangono i suoni uditi e passati tra le mura domestiche,nella piazza del paese, nei campi.

Il Rione Trappeto di Montecalvo Irpino

In nessuna delle schede scritte per questo museo virtuale mi sono espresso in prima persona come ora sto per fare riguardo al rione Trappeto del mio paese d’origine. Una specie di pudore mi ha trattenuto dal farlo, una specie di blocco psicologico, per molto, troppo tempo. Si trattava, lo temevo, di recitare solamente un elogio funebre. Si può parlare di un pezzo di paese, di un piccolo mondo incastonato ai margini del centro storico come si fa di una persona morta? Ora so che si può fare , perché il Trappeto è morto.