Presidio "Libera" nel nome di Giovan Battista Tedesco

È intitolato alla memoria di Giovanbattista Tedesco, il carabiniere vittima della sacra corona unita nel l’89, il presidio di “Libera”, inaugurato martedì sera alla presenza del figlio di Tedesco, Alessandro, che ha ringraziato per la scelta del nome del padre. «Dare un nome significa dare un volto a queste persone che ci hanno lasciato; bisogna fondere la memoria con l’impegno e l’impegno con la memoria; l’io deve diventare noi - ha detto Alessandro Tedesco -. Attribuire un nome significa dare quella dignità che viene calpestata col non ricordo. Non dimenticare significa impegnarsi. Con le loro morti, le vittime, hanno cambiato il nostro Paese: a noi l’obbligo perché quelle morti non siano vane».

Idea per la nascita di un “Museo degli antichi mestieri”

Il progressivo lento ed inesorabile spopolamento dei nostri paesi e la conseguente fuga in massa verso mete più allettanti ed industrialmente avanzate, l’introduzione di nuove tecnologie e di nuovi modelli di sviluppo hanno fatto sì che l’esistenza e  il tramandarsi  di arte e mestieri secolari, si sia interrotto e, di fatto, sia andato perduto ed eliminato dalla memoria collettiva nell’arco di qualche decennio. Una grave perdita dal punto di vista antropologico ma anche dal punto di vista identitario della nostra storia e culturaIl progresso non può fermarsi ma la crescita culturale e una nuova generazione può di certo tentare il recupero di quello che è stata la umile condizione di vita dei nostri padri e del nostro paese. Ad alcuni potrebbe sembrare un operazione complessa ma oggi ci sono e sono evidenti, tutte le condizioni necessarie per un progetto nuovo che ne inverta la tendenza. Partendo da queste premesse di ordine generale l’idea  per la creazione di un “Museo degli antichi mestieri”, unita ad altre iniziative di promozione locale, potrebbe rappresentare una svolta ed un cambio di passo per uscire dalle secche in cui è impantano il paese.

Il Feudo di Corsano

Grazie all’impegno e alla passione per la storia e la cultura del nostro paese di Franco D’Addona, fotografo in Montecalvo Irpino rivede la luce, ai più sconosciuta, l’opera di tale Gaetano Rettore che in una pubblicazione del 1915 tratta le vicende storiche ed un memoria descrittiva del “ Feudo di Corsano”, ora piccolo centro agricolo di indubbia importanza per il nostro comune. In questa pubblicazione, che potete acquistare presso lo studio fotografico di Franco D’Addona, in corso Vittorio Emanuele a Montecalvo Irpino, o tramite le pagine Facebook,troverete uno spaccato di com’era la vita e l’attività di questa contrada, fotografata con maestria dal Rettore. Un’analisi descrittiva e minuziosa della struttura del latifondo con tutte le notizie, tabelle e notizie dell’epoca. Un buon lavoro ed una iniziativa interessante da non lasciarsi scappare da chi ama il nostro paese. Un documento da tenere nelle nostre librerie ad imperitura memoria come traccia storica del nostro passato.

Nota in merito a “Cicatiéddru" di Angelo Siciliano

Nota in merito a “Cicatiéddru”, Termine dialettale sostituito da “Cicatiello”, scritto sull’arco effimero della sagra del 15 agosto 2014, allestito nella parte orientale di Corso Vittorio Emanuele a Montecalvo Irpino, e su altri documenti ufficiali. Poiché ho ricevuto da qualche amico una richiesta precisa, esplicito la mia opinione a riguardo del dialetto montecalvese e del termine “cicatiéddru”, gnocchetto prodotto con tre dita di una mano femminile da una biscia di pasta, "cìngulu", sopra una tavola, "tavulìddru", su cui si è proceduto in precedenza a fare un impasto di farina di grano duro e acqua.Chiaramente mi espongo anche in merito al comportamento discutibile adottato in passato, allo scopo di semplificare, abbellire, depauperare e in conclusione svilire l’autenticità del nostro dialetto. A Montecalvo, in ossequio alla cultura e alla parlata della piccola borghesia locale, si cominciò a edulcorare il dialetto locale negli anni Sessanta del Novecento, presumendo che, complice la televisione, fosse meglio procedere verso l’italianizzazione della nostra parlata, senza rendersi conto che il dialetto e l’italiano avrebbero potuto convivere tranquillamente, viaggiando affiancati su binari separati.

Presentazione libro: Dall'Irpinia a Cassino

Domani, Sabato 7 giugno 2014, presso la sala convegni del restaurato Palazzo Ducale, sarà presentato al pubblico l'opera di Mario Sorrentino: Dall'irpinia a Cassino.Un'opera narrativa che riguarda alcuni accadimenti succedutisi all'indomani dell' armistizio dell' 8 settembre 1943. In breve, i protagonisti sono, Maria, una maestra confinata in Irpinia, e  P. G.  un cappellano militare, già padre guardiano del convento del paese, di ritorno dall’Africa. Sullo sfondo il bombardamento e la distruzione del Monastero di Montecassino da parte degli Alleati, episodio tanto rilevante quanto dimenticato della nostra storia recente. Questi gli ingredienti per una vicenda dai molti risvolti, tra storiografia e narrativa, tra il dramma della guerra e la speranza di una rinascita.  Alla presentazione, prevista per le ore 18,00, interverranno oltre all'autore, l'Avv.Antonio Basile che farà una presentazione storica del romanzo, il nuovo Sindaco di Montecalvo Irpino, Mirko Iorillo, il presidente della Pro-loco, Alfonso de Cristofaro che ha curato l'evento, mentre il ruolo di moderatore sarà svolto dal Dott.Antonio Stiscia, storico e cultore locale delle nostre tradizioni.La partecipazione è aperta a tutti.